TURISMO 2021: LA SITUAZIONE

TURISMO 2021: LA SITUAZIONE


16 luglio 2021 | Lavoro e dintorni
TURISMO 2021: LA SITUAZIONE

L’estate 2021 è entrata nel vivo e come sempre luglio e agosto rappresentano per la stragrande maggioranza degli italiani, i mesi delle tanto desiderate vacanze. Quest’anno, come del resto l’estate 2020, le vacanze hanno un valore emotivo ancora più forte, in quanto tanto lo scorso anno, quanto in questo 2021, gl’italiani hanno dovuto sottostare a mesi di restrizioni che hanno limitato fortemente la vita sociale, a causa della pandemia Covid 19.

In primo luogo va detto che tutto il comparto turistico vive una crisi senza precedenti. Il contesto è fortemente condizionato dalla paura dei contagi e dalle limitazioni concernenti i cittadini stranieri che arrivano in Italia. Per questa ragione, ad esempio, si stima che 1 italiano su 2 non ha effettuato alcuna prenotazione. Il dato più preoccupante deriva dall’estero, per cui si teme un crollo di presenze, in particolar modo in quelle zone considerate mete secondarie.

È evidente dunque che, nemmeno l’estate 2021 porterà un recupero delle ingenti perdite già occorse durante l’estate 2020. Lo scorso anno le stime indicano una perdita di oltre 80 miliardi di euro per un calo, o forse sarebbe meglio dire crollo, del 75% di presenze rispetto allo stesso periodo dell’anno 2019.

A questo bisogna aggiungere che, per i ben noti fatti legati alla pandemia e le restrizioni in vigore, i primi 4 mesi di quest’anno sono stati disastrosi, facendo registrare l’86% in meno di presenze rispetto al medesimo periodo del 2019.

La riapertura e le zone bianche hanno senz’altro portato dei benefici, anche se non decisivi, facendo registrare nel mese di maggio un calo più contenuto: attestando le perdite intorno al 68%.

Le aspettative per i primi mesi estivi (giugno e luglio) sono state disattese, e dunque non c’è stato il tanto sperato recupero.

Va detto che quell’italiano su due che ha programmato e prenotato le proprie vacanze, ha scelto di restare in Italia, e questo è sicuramente un dato confortante, perché serve a sostenere l’indotto italiano legato al turismo. Le associazioni di settore, segnalano comunque la gravità della situazione, denunciando l’assenza dei flussi stranieri e prevedendo una perdita di circa 14 milioni di presenze.

Alla base di queste defezioni non c’è solo la paura, ma anche il ritardo del green pass europeo. Quest’ultimo è il meccanismo che dovrebbe consentire ai cittadini dell’Unione Europea, di spostarsi liberamente e in sicurezza tra uno stato e l’altro. Il certificato approvato dal parlamento europeo e entrato in vigore solo dal primo giugno, probabilmente troppo tardi per salvare il turismo estivo.

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