IL MADE IN ITALY NON MUORE MAI

IL MADE IN ITALY NON MUORE MAI


16 settembre 2021 | Lavoro e dintorni
IL MADE IN ITALY NON MUORE MAI

Inutile nasconderlo, un mercato saturo, ricchissimo di offerte e complicato con l’avvento delle nuove economie, frustrato da un anno e mezzo di pandemia, l’elemento export diventa di fondamentale importanza per le aziende nostrane.

Alcuni rapporti specifici, ci mostrano un’analisi dettagliata dell’export italiano, tracciando altresì le opportunità di ripresa economica al termine della pandemia. Questi rapporti sono tesi a delineare i possibili scenari futuri.

In primo luogo va detto che le esportazioni dal nostro paese mostrano una ripresa dei vari segmenti economici, e le condizioni createsi nel corso della pandemia sembrano lasciare il passo ad una nuova fase.

Detto questo, la ripresa non è omogenea, e questo dato lo si poteva prevedere. Dunque, ripresa si, ma a macchia di leopardo. La crescita maggiore riguarderà le esportazioni di beni in valore, che dovrebbero raggiungere livelli pre - pandemici.

A fine 221 potremmo trovarci alla ragguardevole cifra di oltre 480 miliardi di euro in esportazione di beni made in Italy all’estero. La previsione è più che positiva e ci si aspetta una crescita esponenziale nei prossimi anni fino a raggiungere una cifra di molto superiore ai 500 miliardi di euro.

Tecnicamente tutto ciò è reso possibile dall’incredibile know how del Made in Italy e da programmi di sviluppo economico come il Next Generation EU e il piano infrastrutturale negli USA.

Per quanto concerne i servizi, la ripresa è più ridotta attestandosi ad un più 5% circa; mentre dovrebbe tornare ai livelli pre pandemici a partire dal prossimo anno.

Gli scenari localizzano anche i contesti a più alto potenziale di ricettività per il nostro export. La maggiore dinamicità resta in paesi come Germania, Stati Uniti, Svizzera, Cina, Polonia ed Emirati Arabi Uniti. Altri paesi che presto riproporranno un livello di import del Made in Italy paragonabile agli anni pre covid, sono: Francia, Olanda, Brasile). Più a rilento andranno i contatti con Regno Unito, Spagna, Austria, Turchia, Grecia, Argentina, Romania).

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