GIOVANI E RITORNO ALL’AGRICOLTURA

GIOVANI E RITORNO ALL’AGRICOLTURA


5 luglio 2021 | Lavoro e dintorni
GIOVANI E RITORNO ALL’AGRICOLTURA

L’Italia è una delle nazioni con il più ampio patrimonio di biodiversità. Viviamo in un Paese, la cui storia è fondata sul cosiddetto primo settore e in particolare su tutto ciò che ha a che fare con lo sviluppo rurale.

Con l’avvento del nuovo millennio, si è fatta sempre più pressante la necessità di mutare gli stilemi della crescita e dello sviluppo, introducendo il concetto di sostenibilità. Generare dunque un valore aggiunto per l’ecosistema agricolo, significa puntare su uno sviluppo sostenibile che, possibilmente, veda protagonisti le nuove generazioni. Tutto ciò è alla base della cosiddetta Rete Rurale Nazionale.

Pietra angolare delle politiche UE, lo sviluppo delle imprese agricole e rurali, sono oggetto di pratiche di valorizzazione dei singoli territori. A tal proposito, competitività e sostenibilità sono obiettivi all’ordine del giorno, nel programma di sviluppo della rete rurale. In questo senso il Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali, si è fatto promotore, fin dai primi anni 2000 di politiche operanti in questo senso. Tutto il lavoro è confluito con l’istituzione del RRN nell’ormai lontano 2008. Quest’ultima istituzione, ha il compito di favorire lo sviluppo delle aree agricole e la formazione degli operatori del settore, anche attraverso una rete di scambio di informazioni ed esperienze.

Le iniziative proposte hanno l’ovvia finalità di sviluppare il patrimonio occupazionale, soprattutto nelle fasce d’età più giovani, e l’innovazione.

Dal punto di vista educativo, valorizzare il patrimonio agricolo e, più in generale, quello rurale si configura come un crocevia fondamentale per pensare ad una crescita dell’intero sistema Paese. In questo senso, l’attuazione dei vari programmi di sviluppo, dovrebbe contribuire al potenziamento territoriale, determinando una serie di relazioni positive, tra i soggetti operanti nel settore, sia essi persone fisiche, organismi associativi e anche istituzioni pubbliche.

Si genera così una partecipazione collettiva a tutela e potenziamento del patrimonio rurale nazionale, e per ciò che concerne l’ambito UE, sovranazionale.

Come in ogni settore, la competitività è l’elemento chiave per pensare a qualsiasi attività di sviluppo. In questo senso, oltra al miglioramento dei piani di sviluppo, all’acquisizione di tecnologie sostenibili all’avanguardia, resta di fondamentale importanza la formazione e i meccanismi di comunicazione delle diverse azioni messe in essere. I progetti in questo senso, vedono protagoniste le scuole, a cominciare da quelle primarie e fino agli atenei universitari.

Infine i PSR rappresentano un notevole incentivo allo sviluppo di tutte quelle aziende che operano nel settore, ed incentivano sempre più la crescita tecnologica sostenibile.

 

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